16.5.11



La mente soppesa e misura,
ma è lo spirito che giunge al cuore della vita
e ne abbraccia il segreto;
e il seme dello spirito è immortale.
Il vento puo' soffiare e placarsi,
e il mare fluire e rifluire:
ma
il cuore della vita
è sfera immobile e serena,
e in quel punto rifulge
una stella che è fissa in eterno.



kahlil gibran

9.5.11



Por Osmar

Mi piace sviluppare la mia coscienza per capire perchè sono vivo,
cos'è il mio corpo e cosa devo fare per cooperare con i disegni dell'universo.
Non mi piace la gente che accumula informazioni inutili e si crea false forme di condotta, plagiata da personalità importanti.
Mi piace rispettare gli altri, non per via delle deviazioni narcisistiche della loro personalità, ma per come si sono evolute interiormente.
Non mi piace la gente la cui mente non sa riposare in silenzio,
il cui cuore critica gli altri senza sosta,
la cui sessualità vive insoddisfatta,
il cui corpo s'intossica senza saper apprezzare di essere vivo.
Ogni secondo di vita è un regalo sublime.
Mi piace invecchiare perchè il tempo dissolve il superfluo e conserva l'essenziale.
Non mi piace la gente che per retaggi infantili trasforma le bugie in superstizioni.
Non mi piace che ci sia un papa che predica senza condividere la sua anima con una "papessa".
Non mi piace che la religione sia nelle mani di uomini che disprezzano le donne.Mi piace collaborare e non competere.
Mi piace scoprire in ogni essere quella gioia eterna che potremmo chiamare dio interiore.
Non mi piace l'arte che serve solo a celebrare il suo esecutore.
Mi piace l'arte che serve per guarire.
Non mi piacciono le persone troppo stupide.
Mi piace tutto ciò che provoca il riso.
Mi piace affrontare, volontariamente, la mia sofferenza, con l'obiettivo di espandere la mia coscienza.

Alejandro Jodorowsky

8.5.11





In te sono stato albume, uovo, pesce,
le ere sconfinate della terra
ho attraversato nella tua placenta,
fuori di te sono contato a giorni.
In te sono passato da cellula a scheletro
un milione di volte mi sono ingrandito,
fuori di te l’accrescimento è stato immensamente meno.
Sono sgusciato dalla tua pienezza
senza lasciarti vuota perché il vuoto
l’ho portato con me.
Sono venuto nudo, mi hai coperto
così ho imparato nudità e pudore
il latte e la sua assenza.
Mi hai messo in bocca tutte le parole
a cucchiaini, tranne una: mamma.
Quella l’inventa il figlio sbattendo le due labbra
quella l’insegna il figlio.
Da te ho preso le voci del mio luogo,
le canzoni, le ingiurie, gli scongiuri,
da te ho ascoltato il primo libro
dietro la febbre della scarlattina.
Ti ho dato aiuto a vomitare, a friggere le pizze,
a scrivere una lettera, ad accendere un fuoco,
a finire le parole crociate, ti ho versato il vino
e ho macchiato la tavola,
non ti ho messo un nipote sulle gambe
non ti ho fatto bussare a una prigione
non ancora,
da te ho imparato il lutto e l’ora di finirlo,
a tuo padre somiglio, a tuo fratello,
non sono stato figlio.
Da te ho preso gli occhi chiari
Non il loro peso
A te ho nascosto tutto.
Ho promesso di bruciare il tuo corpo
di non darlo alla terra. Ti darò al fuoco
fratello vulcano che ci orientava il sonno.
Ti spargerò nell’aria dopo l’acquazzone
all’ora dell’arcobaleno
che ti faceva spalancare gli occhi.

mamm'emilia, erri de luca

3.5.11




Se io potrò impedire ad un cuore di spezzarsi
non avrò vissuto invano
Se allevierò il dolore di una vita o allevierò una pena
O aiuterò un pettirosso caduto a rientrare nel nido
Non avrò vissuto invano.


Emily Dickinson

18.4.11




Questa volta lasciate che sia felice,
non è successo nulla a nessuno,
non sono da nessuna parte,
succede solo
che sono felice
fino all'ultimo profondo angolino
del cuore, camminando,
dormendo o scrivendo.
Che posso farci, sono
felice.
Sono più sterminato
dell'erba nelle praterie,
sento la pelle come un albero raggrinzito,
e l'acqua sotto,
gli uccelli in cima,
il mare come un anello
intorno alla mia vita,
fatta di pane e pietra la terra
l'aria canta come una chitarra.
Tu al mio fianco sulla sabbia
sei sabbia,
tu canti e sei canto,
il mondo
è oggi la mia anima
canto e sabbia,
il mondo
è oggi la tua bocca,
lasciatemi
sulla tua bocca e sulla sabbia
essere felice,
essere felice perchè sì, perchè respiro
e perchè respiri,
essere felice perchè tocco
il tuo ginocchio
ed è come se toccassi
la pelle azzurra del cielo
e la sua freschezza.
Oggi lasciate
che sia felice,
io e basta,
con o senza tutti,
essere felice
con l'erba
e la sabbia,
essere felice
con l'aria e la terra,
essere felice.

Pablo Neruda

14.4.11



Niente è mai veramente perduto, o può essere perduto,
Nessuna nascita, forma, identità – nessun oggetto del mondo.
Nessuna vita, nessuna forza, nessuna cosa visibile;
L'apparenza non deve ostacolare, né l'ambito mutato
confonderti il cervello.

Walt Whitman

art//No woman no cry, Chris Ofili, 1998, Tate (Mixed media on canvas)

9.4.11





Cosa vuoi che sia per te il mare,
una splendida distesa azzurra da guardare,
un sollievo per il troppo caldo.

Cosa vuoi che sia per me il mare,
un oceano da attraversare?
Una distesa nella quale c'è il rischio di morire..

Pensi sia un gioco?
Pensi lo attraverserei se non fosse necessario?
Se quello che lasci è peggio di affrontar la morte, non tenteresti?
Allora non tenteresti?
Non tenti.

Dove credi di andare?
Non sai scegliere, perché non ne hai bisogno,
Dove vai?
Dove credi di andare?
Le tue domande vengono capite nella tua lingua?
Non c'è nessun posto dove hai bisogno di andare.

Perché abbiamo già perso tutto,
perché ti faccio schifo e mi tocchi con i guanti,
Ma io non sono te?
Sono stato te, e la tua barca non era più piccola di questa.
Sarai me, e la tua barca non sarà più grande di questa

Volta pure la testa dall'altra parte
e continua a nuotare, noi non ti daremo fastidio,
perché i nostri cadaveri non fanno rumore,
inghiottiti nelle acque nere non si fanno sentire.

Spariscono così come dovrebbero arrivare? in silenzio.

Pensi sia un gioco?
cosa vuoi che sia il mare,
un posto dove giocare,
un posto dove vorrei giocare.
Io amo il mare.

E cosa vuoi che sia per te un pezzo di terra,
un posto dove amare,
un posto da sporcare,
da inquinare.

Cosa vuoi che sia per me un pezzo di terra,
la salvezza
la fine di un viaggio,
arrivare vivi...alla fine di un viaggio.

Ma fa freddo stanotte,
fa freddo già da due notti
Ma cosa sarà mai il freddo quando hai una casa, dei vestiti, un abbraccio.

Non ti ho chiesto nulla,
ma non basta,
perché tu non vuoi nemmeno la mia esistenza,
non vuoi credere alla mia razza, perché ormai hai perso la tua.

Eppure,
un giorno mi ritroverai,
prima o poi tuffandoti nel mare
mi troverai a galleggiare...

Galleggerò con quelle che erano le mie speranze,
avrò la bocca aperta a ricordarti come,
si cerca di afferrare l 'ultimo respiro,
avrò gli occhi spalancati dalla paura,
avrai gli occhi spalancati dalla paura.

E allora nessuno mi potrà vedere,
perché non ci sarà un posto dove la gente mi potrà visitare,
nessuno mi vedrà,
tranne te
che non hai ancora capito,che cos'è per noi il mare...

Dedicato ai 70 morti durante il naufragio verso le coste di Lampedusa, cercando di raggiungere l' Italia.
Dedicato a chi sopravvive malgrado le botte, malgrado gli insulti, malgrado il mondo, malgrado il mare...

5.4.11



Benché ogni amore sia vissuto come unico e benché si respinga l'idea di ripeterlo altrove in futuro, a volte il soggetto coglie una specie di diffusione del desiderio amoroso: esso allora capisce di essere destinato a vagare da un amore all'altro.

da Frammenti di un discorso amoroso, Roland Barthes

30.3.11




Io vivo spontaneamente. Non decido mai niente in anticipo, tengo il domani aperto: se sento di parlare, parlo; se sento di stare in silenzio, ebbene posso soltanto stare in silenzio. E non chiedo mai a me stesso il perché, dato che non esiste domanda a cui si possa rispondere: tutte le risposte sarebbero arbitrarie. Ragion per cui mi accompagno e scorro semplicemente con il fiume: non chiedo mai dove va, perché si muove, dove sfocerà. E questo è il mio approccio fondamentale alla vita: un totale rilassamento, un abbandonarmi.


Osho

29.3.11



Secondo me, la funzione dei genitori non è quella di aiutare i figli a crescere. La loro funzione è di sostenere, nutrire, aiutare ciò che sta già crescendo. Non dare direttive e non dare ideali. Non dire ai tuoi figli ciò che è giusto e ciò che è sbagliato: lascia che lo scoprano direttamente.

Osho

22.3.11







Volevo il movimento, non una esistenza quieta. Volevo l'emozione, il pericolo, la possibilità di sacrificare qualcosa al mio amore. Avvertivo dentro di me una sovrabbondanza di energia che non trovava sfogo in una vita tranquilla.


da La felicità familiare, Lev Tolstoj

20.3.11



Si sogna perché ci sono alcuni momenti incompiuti, desideri repressi; cose che vuoi fare, ma non puoi fare a causa della società, a causa della cultura, a causa della religione. Gli animali non sognano. I popoli primitivi non sognano.Ho incontrato in India delle tribù aborigene che, vivendo ancora come cinquemila anni fa, non sognano. Più un uomo viene represso, civilizzato, inizia a reprimere la sua natura e a proiettare una determinata personalità che è rispettabile, allora ecco che ci sono i sogni.I sogni semplicemente ti aiutano: ciò che non puoi fare nelle tue ore di veglia, puoi farlo quando dormi: sono una forma di surrogato. Per questo Sigmund Freud e la sua scuola di psicoanalisi erano tanto interessati ai tuoi sogni. Non erano affatto interessati a cosa pensavi durante il giorno: quello non è altro che ipocrisia; ciò a cui erano interessati era quello che sogni di notte, perché questo fornisce la chiave della vera persona.
Ma un Sigmund Freud sarebbe assolutamente confuso, se mi incontrasse. Infatti io non lascio mai niente di incompleto. Faccio solo quello che voglio fare, incurante di ogni conseguenza. Non mi interessa la rispettabilità, non mi interessa ciò che gli altri pensano di me; semplicemente vivo la mia vita. E poiché io vivo così intensamente e totalmente non vi è alcun residuo che possa creare i sogni. I sogni sono la tua vita non vissuta.

17.3.11



Si voltò e lentamente tornò sui suoi passi. Non c’era più vento, non c’ era più notte, non c’ era più mare, per lei. Andava e sapeva dove andare. Questo era tutto. Sensazione meravigliosa. Di quando il destino finalmente si schiude e diventa sentiero distinto, e orma inequivocabile, e direzione certa. Il tempo interminabile dell’ avvicinamento. Quell’ accostarsi. Si vorrebbe non finisse mai. Il gesto di consegnarsi al destino. Quella è un’ emozione. Senza più dilemmi, senza più menzogne. Sapere dove. E raggiungerlo. Qualunque sia, il destino. Camminava - ed era la cosa più bella che avesse mai fatto.

da Oceanomare, Alessandro Baricco

14.3.11




L’inferno dei viventi non è qualcosa che sarà; se ce n’è uno, è quello che è già qui, l’inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme. Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti: accettare l’inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più. Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all’inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio”


da Le città invisibili, Italo Calvino

13.3.11



La verità è che non capisco niente di viaggi nel tempo, di destino, di caso, di me stessa. Faccio meno fatica a capire gli altri, mi sembra, perché quando si tratta di loro posso fare a meno delle mie resistenze, della mia torre di meccanismi di difesa – dev’essere per questo che taglio così spesso i capelli, perché nessuno possa arrampicarsi sulla mia treccia e liberarmi. Non è neanche vero che capisco gli altri. Capisco la versione di me che sarei se fossi loro. Non è neanche vero che capisco in generale. Capisco quel che mi fa comodo capire, il resto lo ignoro, e quando dico: lo ignoro, non intendo: non lo conosco. Intendo, faccio in modo di non conoscerlo.


12.3.11



E’ pazzesco quanto una donna può fraintenderti se per sbaglio, mentre le affondi il muso tra le chiappe morbide, dici: ti amo.
Dieci volte su dieci, l’uomo che pronuncia quelle parole intende dire: amo quello che stiamo facendo.

da Soffocare, C. Palahniuk

8.3.11

Ritratto di donna



Deve essere a scelta.
Cambiare, purché niente cambi.
È facile, impossibile, difficile, ne vale la pena.
Ha gli occhi, se occorre, ora azzurri, ora grigi,
neri, allegri, senza motivo pieni di lacrime.
Dorme con lui come la prima venuta, l'unica al mondo.
Gli darà quattro figli, nessuno, uno.
Ingenua, ma ottima consigliera.
Debole, ma sosterrà.
Non ha la testa sulle spalle, però l'avrà.
Legge Jaspers e le riviste femminili.
Non sa a che serva questa vite, e costruirà un ponte.
Giovane, come al solito giovane, sempre ancora giovane.
Tiene nelle mani un passero con l'ala spezzata,
soldi suoi per un viaggio lungo e lontano,
una mezzaluna, un impacco e un bicchierino di vodka.
Dove è che corre, non sarà stanca?
Ma no, solo un poco, molto, non importa.
O lo ama o si è intestardita.
Nel bene, nel male, e per l'amor del cielo!

Wislawa Szymborska

7.3.11

le donne che leggono


Le donne che leggono sono pericolose perchè non si annoiano mai; qualunque cosa accada hanno sempre una via di fuga: se ne infischiano se le fai troppo soffrire perchè loro s'innamorano di un altro libro, di un'altra storia, e ti abbandonano.
Le donne che leggono sono pericolose perchè nutrono i loro sogni e non c'è nulla di più rivoluzionario di una donna che sogna di cambiare la propria vita: se lo fa, farà la rivoluzione, se non la fa seminerà il terrore.Le donne che leggono sono pericolose soprattutto per se stesse. Ci sarà un motivo se la storia dell'umanità ha ritardato la lettura alle donne: la natura sapeva che avrebbe complicato loro la vita. Comunque sia pazienza: leggere è meraviglioso...
Daria Bignardi

2.3.11




Tutto sta nella parola…tutta un'idea cambia perché è stata cambiata di posto.


Pablo Neruda

1.3.11



I sogni non sempre si realizzano. Ma non perché siano troppo grandi o impossibili. Perché noi smettiamo di crederci...

Martin Luter King